Domande e risposte

FAQ - Domande frequenti

Lo psicologo è un professionista della salute mentale, laureato in Psicologia e abilitato all’esercizio della professione dopo un esame di stato, che gli permette di iscriversi all’Albo (consultabile qui per il Lazio o sui rispettivi siti degli Ordini regionali per altre regioni). Lo psicologo opera per il benessere psicologico della persona, della coppia, della famiglia o dei gruppi, ma NON può trattare disturbi psicologici o psichiatrici. Può, però, fare diagnosi e indicare la forma più adeguata di trattamento.

Lo psicoterapeuta, che può essere psicologo o medico, è la figura professionale abilitata a trattare disturbi psicologici o psichiatrici dopo una formazione post-lauream di almeno 4 anni, presso scuole di specializzazione universitaria o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente. Lo psicoterapeuta ha una formazione specifica – uno o più modelli di intervento basati su un orientamento teorico – che gli permette di intervenire insieme a chi richiede il suo aiuto per migliorare la sua qualità di vita, le sue relazioni interpersonali, diminuire la sofferenza psichica ed emotiva e altro ancora.

L’unico caso in cui uno psicoterapeuta possa somministrare o prescrivere farmaci è quando questi abbia una formazione medica.

A volte è effettivamente difficile capire, da sé, se si ha bisogno di un aiuto: questo succede perché spesso “ci si abitua” a convivere con le difficoltà e la sofferenza, che quindi diventano la nostra “normalità”. Al di là di questo, a volte è utile riflettere e valutare alcuni elementi:

  • sentirsi bloccati o fermi;
  • essere insoddisfatti;
  • essere agitati o rallentati più del solito o  più delle persone che ci circondano. 

Altri elementi su cui puoi riflettere per aiutarti a capire se può esserti d’aiuto uno psicologo o psicoterapeuta sono

  • vivere un lutto o una perdita come “impossibili” da superare;
  • aver vissuto un evento traumatico;
  • sentirsi confusi sulla strada da prendere;
  • sentirsi costantemente giù di tono o sperimentare sbalzi d’umore intensi;
  • avere poca fiducia in sé stessi;
  • sentirsi “fuori posto” in famiglia, al lavoro, e/o con gli amici;
  • non riuscire a divertirsi;
  • non sentirsi all’altezza o in grado di avere amici o un partner;
  • stare male nella vita sentimentale.

Infine, ricorda sempre che il disagio e la sofferenza sono personali e unici! Per questo motivo può essere d’aiuto parlare con un professionista che inquadrerà come ti senti senza giudizi o confronti e in modo da aiutarti a riprendere in mano il timone della tua vita.

Dipende dalla tua vita e dalla vita che desideri costruire. Non è mai tardi per chiedere aiuto o un supporto! 

In generale, la psicoterapia aiuta a vedere i problemi personali per come sono e a trovare soluzioni personali alla sofferenza o al disagio che si sperimentano. La psicoterapia aiuta a orientarti, a capirti e a capire in modo più funzionale le emozioni che provi e le persone che ti circondano.

Il primo colloquio serve a conoscersi: quali sono i tuoi problemi? Cosa desideri che cambi nella tua vita? Chi sei, o chi senti di essere o di essere diventato? Cosa puoi aspettarti da un percorso psicologico?

Per questo motivo è importante che il professionista, soprattutto nel primo colloquio, ti ascolti attentamente e abbia la possibilità di sciogliere i dubbi più frequenti. 

Non esiste una risposta unica e definitiva a questa domanda, ma molto dipende dalla gravità dei sintomi e dalla loro durata. Il fattore più importante, però, è la buona relazione tra terapeuta e paziente. Quando si costruisce un clima di fiducia, di accordo sui propri obiettivi e su come raggiungerli, possiamo aspettarci un percorso non necessariamente breve, ma significativo e utile.

Non è possibile dirlo in anticipo e, se anche dovesse esserci questa ipotesi, va valutato insieme a un professionista competente. In molti casi non c’è bisogno! L’idea di assumere psicofarmaci è spesso accompagnata da timori di “non essere più se stessi”, di “essere matti”: nulla di più falso! Se abbiamo una gamba rotta, non permetteremmo mai di chiamarci o di farci dare del “matto” perché indossiamo il gesso. Alcune febbri si curano con gli antibiotici, altre con la tachipirina e altre ancora con una notte di sonno sotto le coperte: allo stesso modo, prima di pensare a un eventuale farmaco si valuta insieme qual è il problema e come si può risolvere in modo efficace.

Assolutamente sì! Le spese di un percorso psicologico, essendo spese sanitarie, sono detraibili dalle tasse, con l’unico requisito della tracciabilità del pagamento (bonifico bancario e POS, per esempio).